3/5
Side Trips dei Kaleidoscope è uno di quei dischi che sembrano nascondere qualcosa. Pubblicato nel 1967 e ristampato in CD da Music On CD nel 2016, dura poco più di mezz’ora, ma dentro quel tempo succedono troppe cose: folk, blues, psichedelia, musica orientale, country e improvvise aperture melodiche convivono senza mai chiedere il permesso. La voce di David Lindley attraversa questi brani con una naturalezza quasi inquietante, mentre gli strumenti — banjo, violino, mandolino, dobro, oud, saz e altri — trasformano ogni canzone in un piccolo esperimento.
“Egyptian Gardens” introduce immediatamente questa atmosfera sospesa, mentre “Pulsating Dream” e “If the Night” sembrano dissolvere lentamente la realtà. “Oh Death” porta invece nel disco una dimensione più cupa, quasi funebre. Il risultato è un album imprevedibile, irregolare e stranamente seducente. Side Trips non cerca di essere rassicurante: ti invita semplicemente a entrare e poi lascia che sia la musica a decidere dove portarti.
Lenny “Two-Moons” Mallory


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