2,5/5
L’idea di un haiku “apocrifo” racchiude una provocazione stimolante: un genere poetico fondato su candore, brevità e precisione che rivendica, attraverso la propria non autenticità, una verità più profonda.
In Haiku apocrifi, Toni Piccini, poeta e saggista triestino, tra le figure di spicco dell’haiku e dell’haiga contemporanei, affronta questa contraddizione con sobria leggerezza. La concisione diventa disciplina formale, mentre l’attributo “apocrifo” si trasforma in un gesto di libertà dai canoni tradizionali.
L’autore evita il rischio dell’effetto cartolina, della contemplazione artificiosa e del leziosismo. Affida invece alla parola essenziale la forza dell’allusione, capace di lasciare un’eco duratura. Un volume breve, ma denso, che invita alla meditazione e dimostra come poche parole possano custodire verità profonde.
Camouflage Dread

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