4/5
Rattlesnake è il classico album che pare decifrare le tue pieghe più nascoste prima ancora di metterle a nudo. Lloyd Cole vi esplora l’amore, l’isolamento, il desiderio e il ridicolo con il piglio disincantato di chi ha un bagaglio culturale enorme, sufficiente a ridicolizzare le proprie fragilità ma inadeguato ad azzerarle. In questo cortocircuito risiede la carica propulsiva del lavoro.
Attorno al suo timbro, i Commotions tessono una trama sonora pulita e vibrante, dove arpeggi scintillanti sfociano in improvvise ombre nostalgiche. La vera bussola resta però la scrittura: figure iperrazionali, paralizzate dall’ambizione, intente a sabotare persino la banalità del quotidiano. Cole le descrive con distacco sornione, senza mai smarrire un fondo di profonda empatia.
Riemergere da queste tracce significa fare i conti con quell’età sospesa in cui la consapevolezza dei propri abbagli non basti a evitarli. Il fascino del disco sta proprio qui: alleggerire il peso dell’incertezza, affidando alla grazia di un ritornello perfetto la catarsi finale.
Silas the Gale


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