5/5
Discipline dei King Crimson, pubblicato nel 1981 dalla E.G. Records, è un disco che non concede molte scorciatoie. Fin dalle prime note sembra voler stabilire le proprie regole e, subito dopo, complicarle. Robert Fripp e Adrian Belew intrecciano le chitarre come se stessero discutendo animatamente senza bisogno di alzare la voce, mentre Tony Levin e Bill Bruford costruiscono una sezione ritmica tanto precisa da risultare quasi inquietante.
“Elephant Talk” introduce un mondo sonoro nel quale ogni strumento sembra avere una propria personalità. “Frame by Frame” porta questa idea alla perfezione, con quelle chitarre che si sovrappongono e si inseguono fino a trasformare la precisione in una forma di vertigine. “Matte Kudasai” rallenta il passo e lascia entrare una malinconia inattesa, mentre “Indiscipline” restituisce al disco la sua irrequietezza.
Poi c’è “Thela Hun Ginjeet”, con la voce di Belew che racconta un episodio di vita urbana mentre la musica sembra sul punto di scappare da tutte le parti. Discipline è soprattutto questo: controllo e caos che convivono senza mai risolvere del tutto la questione. Un disco esigente, curioso e stranamente divertente, che continua a rivelare dettagli ogni volta che la puntina torna a cadere nei solchi.
Silas the Gale


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