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Ci sono registrazioni che sembrano affiorare da un angolo della memoria che credevamo ormai perduto. Les plus belles chansons de Antonio Carlos Jobim & Vinicius De Moraes, pubblicato da Kardum nel 2000, appartiene a questa rara materia: ascoltandolo, si percepisce chiaramente come questi brani non intendano narrare un episodio nuovo, bensì risvegliare il ricordo di un vissuto che forse non ci appartiene del tutto.
La musica di Jobim e i versi di de Moraes custodiscono una grazia inconfondibile, dove la leggerezza non dissolve la malinconia, ma la sfuma appena. Le melodie fluiscono con naturalezza disarmante, eppure sotto quell’apparenza solare affiora un sentimento più elusivo: l’inesorabile scorrere degli anni, le relazioni sfumate, le possibilità che ci sono sfuggite mentre avevamo ancora il tempo di coglierle.
Il fascino di questa raccolta risiede interamente nella riservatezza, in quel talento genuinamente brasiliano di mutare il rimpianto in una sensazione nitida, accogliente e pacificata. Un opera da esplorare a ritmo lento, quando i ricordi si fanno più morbidi, confermando che certe melodie non se ne sono mai andate davvero.
Maeve “Crow” Vance


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