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Isaac Bashevis Singer (1903-1991), nato in Polonia e cresciuto nella cultura chassidica, emigrò negli Stati Uniti nel 1935, continuando a scrivere in yiddish per preservare un mondo destinato a scomparire. Nel 1978 ricevette il Premio Nobel per la Letteratura.
In Nemici, una storia d’amore, ambientato nella New York del dopoguerra, racconta la vicenda di Herman Broder, sopravvissuto alla Shoah ma ancora prigioniero del trauma e del senso di colpa. La sua incapacità di ritrovare un equilibrio si manifesta nel rapporto con tre donne: Yadwiga, che lo salvò durante la guerra, Tamara, la moglie creduta morta, e Masha, l’amante tormentata.
Il groviglio sentimentale diventa così il riflesso di una frattura interiore. La tragedia della Shoah, mai rappresentata direttamente, continua a condizionare ogni gesto e ogni scelta.
Con una scrittura asciutta e senza concessioni, Singer racconta l’impossibilità di lasciarsi alle spalle il passato e la fragilità di chi è sopravvissuto, ma non è riuscito davvero a tornare alla vita.
Anne Bonny


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