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In MIA. Haiku contro la violenza di genere (I Quaderni del Bardo Edizioni), Toni Piccini trasforma la forma breve dell’haiku in uno strumento di poesia civile. Attraverso versi essenziali, definiti «referti autoptici in 17 sillabe», l’autore racconta le dinamiche della violenza relazionale, senza ricorrere a compiacimenti retorici o cronachistici.
Il volume si articola in sette sezioni che ripercorrono il passaggio dal love bombing alla manipolazione, dal controllo psicologico al gaslighting, fino agli esiti più tragici dell’abuso.
Tuttavia, MIA non si limita alla denuncia: indica nella consapevolezza, nel sostegno esterno e nella ricostruzione di sé una possibilità di rinascita. La poesia diventa così testimonianza e invito a riconoscere i segnali del maltrattamento e a rompere il silenzio.
Camouflage Dread


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