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Dino Campana nasce nel 1885 a Marradi, al confine tra Toscana e Romagna. La sua vita è segnata da un profondo disagio psichico e da un’irrequietezza che lo spinge a viaggiare in Italia e all’estero, svolgendo i mestieri più svariati. La sua esistenza tormentata si conclude con il ricovero nel manicomio di Castel Pulci nel 1918, dove morirà nel 1932.
Nonostante la solitudine, appartiene alla “generazione degli anni Ottanta”, insieme a Ungaretti, Saba, Gozzano e Palazzeschi, intellettuali che mettono in discussione i valori tradizionali.
La sua opera maestra è Canti Orfici (1914), raccolta in cui si intrecciano le influenze di Rimbaud, Whitman, Nietzsche e della tradizione italiana di Dante, Carducci, Pascoli e D’Annunzio. I temi centrali sono il viaggio, il mistero, la musicalità e il contrasto tra luce e oscurità.
Celebre è l’episodio del manoscritto perduto da Ardengo Soffici nel 1913. Senza altre copie, Campana riscrive l’intera opera a memoria, pubblicandola nel 1914 a Marradi, a proprie spese e con l’aiuto di alcuni intellettuali.
I Canti Orfici restano un capolavoro della letteratura italiana, sintesi di una vita drammatica e di una straordinaria cultura poetica.
Shaman Camouflage


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