3,5/5
Nato a New York nel 1953, Don Winslow ha vissuto un percorso eclettico prima di affermarsi come maestro della narrativa crime: dopo un Master in storia militare, ha lavorato come investigatore privato e, negli anni Ottanta, come riservato istruttore antiterrorismo per il Dipartimento di Stato americano. Nonostante avesse annunciato il ritiro per dedicarsi all’impegno politico, l’autore è tornato in libreria con L’ultimo colpo (HarperCollins), una raccolta di sei romanzi brevi encomiata da Stephen King.
Il volume esplora la criminalità americana attraverso sei vicende emblematiche: dalle gesta di un leggendario rapinatore (nel racconto che dà il titolo all’opera) alle consegne clandestine di alcolici firmate da un adolescente (La lista della domenica); dalle dinamiche tra due malviventi in una tavola calda — storia ispirata a fatti reali — al dilemma etico di un agente diviso tra dovere e affetti familiari (L’ala nord). A chiudere la raccolta sono le indagini del surfista-detective Boone Daniels, chiamato a proteggere una star del cinema minacciata di morte (La pausa pranzo).
L’opera fonde efficacemente narrativa di genere e critica sociale, coniugando violenza ed illegalità a momenti di ironia, umanità e inaspettata solidarietà. Con una scrittura ritmata e realistica, Winslow non si limita a descrivere ambienti e personaggi, ma ne restituisce dettagli sensoriali ed atmosfere. Come evidenziato dall’attore Mark Ruffalo, le sue storie possiedono la rara capacità di calare integralmente il lettore nel tempo e nel luogo in cui sono ambientate.
Doc Hogges


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