4,5
Il rock nacque da un felice incidente, e la raccolta Destroy All Monsters pubblicata da Cherry Red nel 1991 ne è la prova lampante. Ron Asheton, già reduce dai crimini sonori commessi con gli Stooges, impugna la chitarra come un corpo contundente: i suoi riff sembrano reduci da una nottataccia e i suoi assoli rifiutano ogni lusso melodico, dimostrando che il rumore, quando è estremo, diventa una forma geometrica di precisione.
In questo scenario al vetriolo, la vocalist Niagara interpreta i brani snobbando la melodia come una fastidiosa pratica burocratica a cui ha disertato con gioia. Intorno alla sua voce, Asheton edifica un monumento di garage rock, punk corrosivo, sax isterico e distorsioni taglienti. Il brano Bored rappresenta il fulcro magnetico di questa estetica: un titolo che evoca l’apatia totale si scontra con una musica che sprigiona un panico incontrollabile. Ed è proprio questa insanabile contraddizione a fare centro, trasformando il caos in pura e inafferrabile poesia elettrica.
Captain Flint


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