Simon and Garfunkel, Parsley, Sage, Rosemary and Thyme, LP, CBS 1969



5/5

L’America del 1966 non sembra un vero paese, ma una radio piena di interferenze, pubblicità e promesse di plastica. In Parsley, Sage, Rosemary and Thyme, Paul Simon e Art Garfunkel non raccontano semplicemente delle storie: raccolgono pezzi del rumore collettivo di un’epoca e trasformano il folk in qualcosa di preciso, fragile e quasi irreale.

Ascoltare il vinile della CBS del 1969 è come guardare la polvere posarsi sui mobili di un appartamento del Queens mentre, sullo sfondo, la televisione mostra immagini lontane della guerra. Le armonie vocali sono perfette, controllate, quasi troppo pulite. La musica sembra costruita con la precisione di un laboratorio, come se dovesse calmare l’ansia di un’intera nazione.

Scarborough Fair appare sospesa fuori dal tempo: un frammento medievale che galleggia dentro un supermercato di periferia. Le voci di Simon e Garfunkel si intrecciano senza sforzo, fredde e limpide, mentre il mondo esterno continua a bruciare lentamente. Non è una musica che consola. È una musica che osserva il vuoto, lo ordina e lo rende elegante.

Edward Teach

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