4/5
What Hits!? dei Red Hot Chili Peppers appare come una classica antologia, ma nasconde la mappa genetica di un punto di svolta: il momento esatto in cui un gruppo realizza di aver superato i confini della propria musica. Il disco racchiude il funk urticante delle origini, un punk iperattivo e nevrotico, il rock più muscolare e quella peculiare alchimia tra fragilità e sfacciata virilità che avrebbe poi definito la loro identità espressiva.
Più che una sequenza ordinata di tracce, l’ascolto restituisce la sensazione di un’evoluzione in tempo reale. Se “Under the Bridge” mette a nudo una solitudine disarmante e quasi spiazzante, “Give It Away” rovescia la prospettiva, convertendo la pura irruenza fisica in una viscerale dichiarazione d’intenti.
Sullo sfondo resta la provocazione del titolo, What Hits!?, una domanda sorniona che mette in discussione la natura stessa dei brani scelti. Un interrogativo che perde ogni peso di fronte al ritmo: prima ancora di cercare una risposta, il corpo ha già iniziato a muoversi. Captain Flint


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