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Sulla copertina di Beatles for Sale i quattro hanno la faccia di chi ha dormito poco e amato troppo: autunno 1964, mille concerti alle spalle, la fama che pesa come un cappotto bagnato. Il disco nasce così, in fretta, dentro una stanchezza che non si può nascondere.
Ed è proprio la stanchezza a renderlo prezioso. «No Reply» e «I’m a Loser» hanno una malinconia che il pop, fino ad allora, aveva evitato con cura; «Baby’s in Black» ondeggia come un valzer di lutto, mentre «Eight Days a Week» sorride lo stesso, per mestiere e per grazia. «I’ll Follow the Sun» è invece una brezza. I rock’n’roll di Carl Perkins e Chuck Berry portano energia, ma a tratti suonano come compiti fatti in fretta.
Captain Sharkey


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