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Ramones Mania non è una raccolta di canzoni. È un oggetto contundente. Un CD Sire del 1988 che arriva dal passato con l’educazione di una sedia lanciata attraverso una finestra. I Ramones non chiedono il permesso: contano fino a quattro e partono.
Ventidue pezzi che sembrano tutti la stessa canzone finché non ti accorgi che è proprio quello il trucco. Tre accordi, batterie sparate, chitarre come motoseghe e ritornelli abbastanza semplici da sembrare stupidi. Poi ti rimangono in testa. Poi ti rimangono addosso.
Qui c’è il punk prima che diventasse uniforme, posa, fotografia da appendere in cameretta. Blitzkrieg Bop, Sheena Is a Punk Rocker, Rockaway Beach: piccoli inni per persone che non hanno intenzione di aspettare il permesso degli adulti.
Ascoltarli oggi significa ricordarsi che la velocità può essere una forma di libertà. I Ramones non promettono di salvarti. Ti insegnano qualcosa di più utile: come urlare mentre tutto intorno continua a marcire.
Calico Jack


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