4/5
Steppenwolf Live è elettricità catturata al volo, musica che arriva dal palco ancora coperta di sudore e fumo. John Kay canta come uno che ha attraversato la notte senza chiedere indicazioni, con quella voce ruvida e febbrile che sembra conoscere ogni strada secondaria d’America. La band gli corre dietro e insieme spingono il blues verso il rock, senza fermarsi, senza ripulire gli spigoli. La chitarra morde, il basso pulsa come un motore acceso al semaforo, la batteria tiene tutto in movimento, mentre l’organo apre improvvisamente finestre sulla notte. Born to Be Wild esplode come una corsa senza destinazione, The Pusher porta nell’aria qualcosa di oscuro e inquieto, e Magic Carpet Ride solleva il pavimento sotto i piedi. È un disco vivo nel senso più fisico della parola: si sentono la folla, il respiro, la tensione, la strada. Mettilo sul piatto e lascia che giri. Non serve sapere dove si va. Basta partire, con il finestrino abbassato e il vento in faccia.
Black Bart


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