4,5/5
Strada, solo strada e polvere nei polmoni mentre la notte inghiotte l’America! Happy Trails non è un disco da ascoltare chiusi tra quattro pareti, ma un bolide lanciato sulla Route 66, un urlo elettrico diretto verso il Pacifico. I Quicksilver Messenger Service salgono a bordo, tirano il motore a palla e si perdono nell’oscurità, senza mappe né destinazioni.
Le chitarre di John Cipollina e Gary Duncan si inseguono come due spiriti selvaggi: una taglia l’aria, l’altra ruggisce inquieta. In Who Do You Love il tempo si dissolve in un interminabile nastro d’asfalto elettrico. Poi arriva Mona, dove il vecchio blues si sporca di San Francisco, whisky e notti senza fine.
È questa la magia: libertà totale, improvvisazione e rock ‘n’ roll senza guinzaglio. Happy Trails è imperfetto, selvaggio, imprevedibile. Derapa, cambia direzione e non chiede permesso. Non cerca una meta, perché il viaggio è tutto. Alzate il volume, spalancate il finestrino: la strada è infinita e l’unica cosa che conta è continuare a correre.
Black Bart


Lascia un commento