2,5/5
Registrato sul campo e lanciato da New Rose nell’84, Red Patent Leather dei New York Dolls sprigiona una carica fisica e indomabile: chitarre che impattano l’una sull’altra, una ritmica che viaggia a fari spenti nella notte e il canto di David Johansen in bilico tra la provocazione da cabaret e la resa urlata.
Entrare nel suo ascolto significa attraversare una New York del tutto priva di eleganza, fatta di neon soffusi, marciapiedi consumati e club bui dove il suono diventa l’unica identità concessa. I Dolls suonano con la consapevolezza di chi sa che l’domani tradirà ogni speranza, ma sceglie di premere comunque sull’acceleratore.
Più che fermare una band nel tempo, questo lavoro cattura un principio di minaccia costante. C’è una tensione palpabile, la sensazione imminente che tutto stia per andare in frantumi. È proprio questa fragile anarchia a mantenerlo intatto: quel mondo non è affatto tramontato, continua a vibrare nel presente.
Edward Teach


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