3/5
Ascoltare Why? significa entrare in una musica che sembra non sapere dove vuole andare, e proprio per questo continua ad andare. I Máquina! suonano con una libertà quasi fisica: la batteria insiste, l’organo si allarga, la chitarra graffia, le voci compaiono e scompaiono senza mai diventare davvero il centro della scena. C’è qualcosa di ostinato e insieme fragile in questa energia.
Il cuore del disco è naturalmente “Why?”, una lunga improvvisazione che supera i venti minuti. Non è una canzone che si lascia raccontare facilmente: bisogna starle dentro. Ci sono momenti in cui sembra sul punto di sfaldarsi e altri in cui ritrova una direzione improvvisa, come se i musicisti si ascoltassero mentre suonano e scoprissero soltanto allora che cosa stavano cercando. La durata non è un vezzo: serve a lasciare che la musica cambi lentamente forma.
“I Believe” e “Let Me Be Born” mostrano invece una scrittura più riconoscibile, ma conservano la stessa inquietudine. In tutto il disco si avverte una tensione che non viene risolta, una specie di domanda lasciata aperta. Forse è questo che resta, alla fine: non una risposta al “Why?” del titolo, ma la sensazione che la domanda fosse, fin dall’inizio, la cosa più importante.
Edward England


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