John Fahey, The yellox Princess, LP, Vanguard Records 1968



3,5/5

John Fahey non ha alcuna urgenza di dimostrare il proprio talento: si limita a suonare, ma dietro questa apparente semplicità si nasconde una materia complessa.

The Yellow Princess è un album fatto di contatto fisico con lo strumento: dita, legno, corde e pause calcolate. Pur padroneggiando blues, folk e classica, l’autore evita ogni atteggiamento cattedratico. Assimila le fonti per piegarle alla propria visione, guidando la chitarra lungo un andamento volutamente irregolare, al contempo raffinato e spigoloso.

La traccia del titolo si regge sul contrasto tra una struttura rigorosa e continue imprecisioni calcolate: il valore dell’opera risiede proprio in questo attrito tra disciplina e resa all’imprevisto. Lion si distingue per un incedere più serrato, mentre March! for Martin Luther King veicola un’intensa carica emotiva senza ricorrere a spiegazioni. In Irish Setter, anche il dettaglio minimo acquista dignità compositiva, al riparo da cedimenti affettivi.

Nonostante l’impiego di arrangiamenti che ampliano lo spettro sonoro, l’asse portante resta la chitarra con la sua scansione temporale. Fahey invita semplicemente a un ascolto attento,

Samuel Bellamy

Commenti

Lascia un commento

HEGEL -LETTURE PIRATA
Panoramica privacy

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.