4/5
Faster! Faster! dei Psychotic Youth è attraversato da un’incalzante irrequietezza che si spiega da sé. I brani scattano, accelerano, sostano un istante e ripartono subito, come se rimanere fermi fosse del tutto impossibile. Il gruppo suona con una disinvoltura quasi spavalda: le chitarre uniscono lucentezza e ruvidità, le melodie sono di immediata presa e il ritmo spinge costantemente in avanti. Eppure, a un ascolto più attento, sotto tanta foga emerge un’anima insospettabilmente fragile.
È un album intessuto di pulsioni, nervosismo e giovinezza, che evita però di trasformarsi in una dichiarazione d’intenti. Ogni stato d’animo resta racchiuso nella musica, nei cambi di tempo, nelle corde affilate e in una voce sospesa tra il sorriso e l’insofferenza. Il fascino principale del disco risiede proprio in questo contrasto: ogni cosa corre rapida, pur senza una meta ben precisa.
Si avverte la sensazione di una fuga imminente. Più che narrare una vicenda, il disco stabilisce una condizione dello spirito. Bastano pochi brani per ritrovarsi immersi nel suo flusso senza quasi accorgersene. La vera efficacia dell’opera sta proprio qui: nel saper mutare la tensione in godimento, e quel godimento in una forma del tutto singolare di nostalgia.
Edward England


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