4/5
A Saucerful of Secrets è un disco che sembra nascere nel preciso istante in cui un sogno comincia a disfarsi. Pubblicato nel 1968, nel pieno del passaggio da Syd Barrett a David Gilmour, porta dentro di sé la vertigine di una band che non ha ancora deciso quale creatura diventare. Barrett compare ancora, spettrale, in “Jugband Blues”, mentre Waters, Wright, Mason e Gilmour cercano una nuova grammatica fatta di ombre, ripetizioni e improvvise aperture cosmiche.
“Remember a Day” conserva una dolcezza quasi infantile; “Set the Controls for the Heart of the Sun” procede invece come un rituale notturno, ipnotico e minaccioso. La title track, lunga quasi dodici minuti, è il vero cuore dell’album: non tanto una canzone quanto una lenta trasformazione del rumore in paesaggio.
Non tutto funziona con la stessa intensità: “Corporal Clegg” appare volutamente grottesca, mentre “See-Saw” sfiora talvolta un’eccessiva innocenza. Eppure proprio questa imperfezione rende il disco affascinante. È un album di passaggio, ma anche la fotografia di una band mentre perde una voce e ne cerca disperatamente un’altra.
Captain Sharkey


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