44/2026 Pierluigi Cappello, Come un sentiero di matita, BUR, pag. 509



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Come un sentiero di matita, titolo tratto da un verso della poesia Piove, è la prima raccolta organica e postuma della produzione di Pierluigi Cappello, poeta friulano scomparso il 1° ottobre 2017. Il volume restituisce una delle voci più limpide della lirica italiana contemporanea, capace di unire il legame con la propria terra a una riflessione universale.

Nato a Gemona del Friuli nel 1967 e cresciuto a Chiusaforte, nel Canal del Ferro, Cappello vide la propria vita segnata a sedici anni da un incidente motociclistico che lo costrinse sulla sedia a rotelle. Nonostante la disabilità e la salute precaria, coltivò una vocazione letteraria rigorosa e appartata. Il paesaggio montano, le atmosfere ferroviarie e le memorie familiari alimentarono il suo immaginario.

Autore in italiano e friulano, fece della lingua uno strumento di conservazione della memoria collettiva e personale. La sua poetica si fonda sulle «parole bambine»: termini semplici e quotidiani, capaci di esprimere l’essenza dell’esperienza umana attraverso una forma musicale impeccabile.

Il volume raccoglie l’intero arco della sua scrittura, da Azzurro elementare ai versi per l’infanzia di Ogni goccia balla il tango, fino ai componimenti più sofferti di Stato di quiete. Completano l’opera prose, interventi culturali e articoli apparsi su La Domenica de Il Sole 24 Ore, finora mai raccolti in volume.

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