5/5
Alla fine del 1965 i Beatles smettono di cantare all’amore e cominciano a guardarlo in faccia. Rubber Soul è il disco in cui la gioia si fa più intima, e il pop, che fino a quel momento correva, impara finalmente a sedersi e a pensare.
“Drive My Car” parte a tutta velocità con il sorriso di chi sa già dove andare. “Norwegian Wood” apre una porta con il sitar e lascia l’ospite sulla soglia, “Nowhere Man” è uno specchio gentile e crudele, “Girl” sospira con un respiro quasi di troppo. “In My Life” è un album di fotografie sfogliato a bassa voce, e il suo piccolo assolo di pianoforte, da solo, vale la serata. Solo “Run for Your Life” tiene il broncio con un po’ troppa cattiveria.
Captain Sharkey


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