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Il racconto L’angelo Esmeralda rappresenta il cuore della narrativa breve di Don DeLillo ed è ambientato nella cornice degradata del South Bronx, un’area segnata dall’emarginazione sociale, da palazzi abbandonati e da una diffusa violenza urbana. In questo scenario cupo e desolato si muovono figure emblematiche, come il giovane Ismael Muñoz, che dipinge graffiti di angeli sui muri per commemorare i bambini del quartiere morti prematuramente, e le suore Edgar e Gracie, impegnate a distribuire cibo ai residenti più indigenti.
Al centro della vicenda si trova la tragica storia di Esmeralda, una bambina di dodici anni abbandonata a se stessa e alla strada. Dopo la sua violentissima uccisione, un presunto miracolo scuote la comunità: l’immagine della piccola sembra comparire improvvisamente su un grande cartellone pubblicitario della zona. Il fenomeno attira centinaia di persone e coinvolge in modo viscerale suor Edgar, tormentata dal rimorso per non essere riuscita a salvarla. L’apparizione assume così una dimensione quasi sacra, diventando per la religiosa e per la folla una disperata fonte di consolazione e di speranza.
Intrecciando la brutalità della cronaca con la suggestione visiva della periferia, DeLillo trasforma il paesaggio urbano in uno spazio metafisico. Attraverso questa specifica vicenda di dolore, la scrittura dell’autore trascende il dato reale per sviluppare un’indagine profonda sui temi della mortalità, della fede, del senso di colpa e del bisogno umano di scorgere un significato trascendente anche nelle situazioni più insensate e tragiche.
Mary Read


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