Mike Oldfield, Tubolar Bells, CD, Virgin 1983



5/5

Tubular Bells appartiene a quella categoria di dischi che nascono da una scintilla lineare per poi imboccare, con pervicacia, le vie della complessità. Sapere che Mike Oldfield non aveva neppure ventun anni quando lo incise suscita quasi una sottile insofferenza: alla sua età ci si aspetterebbe qualche buona canzone, non un’infinita architettura strumentale in cui chitarre, tastiere e percussioni affollano la scena come ospiti di un ricevimento improvvisato.

Eppure, l’ingranaggio regge. Pur con qualche momento in cui il tempo sembra dilatarsi fin troppo, la struttura funziona per sovrapposizioni e ritorni, lasciando alle melodie il respiro necessario per sviluppare una propria identità. La ristampa Virgin del 1983 aggiunge il fascino del supporto fisso e di quel suono fin troppo nitido. Ma resta la musica: ostinata, magnifica e a tratti snervante. Proprio questo carattere sfuggente continua a renderla viva.

Silas the Gale

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